RACCONTI, IMMAGINI intervalli... attese...
È infatti proprio durante le pause pranzo, nelle sale d’aspetto, oppure in coda nel traffico che prendono vita questi brevi racconti, in tutti gli istanti possibili rubati al lavoro, agli impegni, alle altre distrazioni. Queste storie costruite quasi sempre su momenti di vita ordinaria, su episodi accaduti nelle “pause” appunto, sono pensati e scritti proprio durante quella quotidianità che narrano e come spesso mi accade è un sovrapporsi tra due realtà, quella vera di quegli attimi vissuti e quella descritta.
Poi tutto ciò diventa l’occasione, il pretesto, per parlare dell’arte visiva, costruendo a volte delle vicende paradossali, dentro le quali prendono forma dei personaggi con opinioni stravaganti, oppure dove io stesso recito un ruolo allucinato, provocatorio, in modo da tracciare una pista, dove la narrazione possa sollevare un problema formale, estetico, generando interrogativi sui quali mi interessa riflettere.
È infatti proprio durante le pause pranzo, nelle sale d’aspetto, oppure in coda nel traffico che prendono vita questi brevi racconti, in tutti gli istanti possibili rubati al lavoro, agli impegni, alle altre distrazioni. Queste storie costruite quasi sempre su momenti di vita ordinaria, su episodi accaduti nelle “pause” appunto, sono pensati e scritti proprio durante quella quotidianità che narrano e come spesso mi accade è un sovrapporsi tra due realtà, quella vera di quegli attimi vissuti e quella descritta.
Poi tutto ciò diventa l’occasione, il pretesto, per parlare dell’arte visiva, costruendo a volte delle vicende paradossali, dentro le quali prendono forma dei personaggi con opinioni stravaganti, oppure dove io stesso recito un ruolo allucinato, provocatorio, in modo da tracciare una pista, dove la narrazione possa sollevare un problema formale, estetico, generando interrogativi sui quali mi interessa riflettere.